Non ce resta che vendemmia’

Pian di Carpine – Come ogni anno, nel periodo di settembre, le famiglie dei contadini di buonora si recano lungo i filari che segnano come righe precise le morbide colline intorno alla piana, ricoperta, perlopiù, da carpini, ma anche da qualche gigantesca quercia in qua e in là. E sopra, sulla collina più alta, c’è l’abitato, detto ancora Villa di Pian di Carpine. Quando l’aria si fa tiepida, capita spesso che i bambini, stanchi di ripetere lo stesso gesto, staccare con un colpo secco i grappoli d’uva e adagiarli in cestelli o piccole cassette, dopo una merenda, rimediata dai resti della cena della sera precedente, si mettano a correre e a ricorrersi, sotto lo sguardo bonario dei genitori, che al contrario non smettono di lavorare finché non si fa buio. Ci sono dei giochi che non hanno tempo, ci hanno giocato, ci giocano e ci giocheranno tutti i bambini, di tutti i paesi e di qualsiasi epoca. Cambiano i paesaggi, i loro nomi, magari i vestiti che indossano e il cibo che mangiano, ma date loro un campo… e nessuno potrà resistere alla tentazione di correre spensieratamente a perdifiato.

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